, la certezza della pena... Senza di questa chiunque verrà da noi a farsi i porci comodi...

)
Ormai quasi un mese fa, mi sono alzato presto con mia sorella, perché lo zio ci portava a Capo Vaticano e Tropea per andare a mare; e pensare che per me, dopo vent'anni di vita, è stata la prima volta che ho potuto visitare questa cittadina, nonostante ci abiti a solo un'ora di macchina!
Partiamo verso le 9, con le cuginette completamente in coma, vedendo lungo il percorso la città di Rosarno e sfiorando Nicotera e Joppolo; arrivati a Capo Vaticano dopo oltre un'ora di macchina (durante le quali mio zio ci raccontava di quando faceva gli incidenti su quella strada
), ci dirigiamo verso la spiaggia di Grotticelle, dove ci fermiamo per una mezza giornata di mare.
Cerchiamo invano di piantare l'ombrellone (data la durissima terra dove ci siamo fermati, che impediva di affondare il palo dell'ombrellone), e , resici conto che non era cosa, tamponiamo con alcuni massi; fatto ciò, iniziamo l'esplorazione del fondale e dei suoi dintorni, belli poco meno di quelli che ho visto a Palmi, anche se nuotare con i sandali da passeggio non mi ha aiutato ad essere certamente veloce
.
Terminato ciò, prendiamo un pò di pausa, e dopodiché affittiamo per l'ennesima volta nelle nostre vacanze il pedalò
, potendoci così circumnavigare le rocce del luogo, ed ammirando uno dei panorami più splendidi che la mia natia Calabria possa offrire al mondo, con acque cristalline e fresche al punto giusto in cui tuffarsi con lo scivolo del pedalò
(anche se non mi entrava il sedere per quanto è grosso!
), rimanendo per un'ora e mezza fuori dal mondo; anedoto curioso è quello che mia cugina è riuscita a trovare 50 centesimi in fondo al mare
!
Tornati all'ombrellone, si mangia e poi ci si riposa un pò, giocando a carte con le cuginette; dopo un bel pò, io e mio zio c'avviamo a fare un pò di snorking nei dintorni, dovendo interrompere il tutto dopo poco a causa d'un improvviso agitamento del mare
. Ritornati all'ombrellone, si smonta il tutto e ci s'incammina verso Tropea, dove andiamo a trovare un'ex-collega di mia sorella, in vacanza in un villaggio turistico, sconfortata a causa dell'assenza totale di calabresi nello stesso
. Dopo aver chiaccherarato un pò, ci si congeda da loro e si va a vedere una chiesa sulla montagna, la quale però è chiusa per pericolo crollo
; rinunciando a questa visita, c'incamminiamo verso il centro di Tropea, ricchissimo di negozi e botteghe di ogni tipo e genere, ed anche di prodotti tipici come l'omonima cipolla e gli arancini con la 'nduja, che non ho mai assaggiato finora e non ci sono riuscito neanche quel giorno
. In quest'occasione, io mi porto come souvenir un coccetto profumato con la scritta Tropea, e mia cugina 4 calamite con i paesaggi della città, da regalare alle sue amiche.
Finito ciò, torniamo a casa, stanchi e felici, con la soddisfazione di aver visto per la prima volta quella che è la meta turistica calabrese più nota del mondo, che nonostante sia a 4 passi da noi non l'avevamo mai vista. 
Non vedo l'ora di portarci i miei colleghi...
Alcune settimane fa sono andato a Pietrenere di Palmi (RC), una frazione di mare, ove c'è una zona, chiamata "L'Ulivarella", che ha una bellezza d'acqua veramente incredibile, e soprattutto uno splendore sottomarino invidiabile solo alle più rinomate località mondiali.
Dopo essermi fatto il classico bagnetto, mio zio affitta il pedalò (nell'accompagnarlo, mi ustiono i piedi all'andata, cosa che al ritorno mi permette di fare un volo verso la riva bagnata con una velocità pari a quella di Speedy Gonzales
); montati su di esso, io, mia sorella, mio zio e le due cuginette, ci avviamo verso gli scogli, ove c'è l'acqua di un bel colore blu, che ti invita a tuffarti direttamente dalle rocce (ci ho provato, ma la paura è stata troppa e ci ho rinunciato
); una volta immersomi nell'acqua cercando di scendere direttamente darre roccette (con annessa figuraccia, ché quasi rimanevo senza costume
), vado ad ammirare il panorama marino, cioè effettuo il primo vero snorking della mia vita; rimango profondamente affascinato dal paesaggio marino che mi circonda, fatto di rocce, alghe sapientemente posizionate, strapiombi ed una miriade di pesci colorati che zompettavano nell'acqua, ed il tutto l'ho visto nell'arco di pochi secondi... INCREDIBILE!!!
Terminata questa miniescursione nella roccia, risalgo sul pedalò e ricomincio poco più in là, ammirando altri strapiombi, altre rocce, altri pesci, e stavolta mi faccio trascinare dal pedalò (solo che mio zio mi ha detto che ero troppo pesante, e si stava sfracellando le gambe a portarmi!
), ammirando i paesaggi quasi come se stessi volando.
Tra tuffi, snorking, ed altre amenità, finisce l'ora di affitto del pedalò, e ci tocca tornare alla base per riconsegnarglielo e pagare gli otto euro dell'affitto. Finito il viaggio da sogno, si torna all'ombrellone e si rivive la vita vacanziera di sempre.
Non avrei mai creduto di vedere così bei paesaggi a pochi chilometri da casa mia...
Il giorno dopo la Notte Bianca di cui vi parlato nel post "Notte Bianca a Taurianova", alzatomi alle 11 e pranzato in campagna, partiamo senza pensarci due volte ed andiamo a trovare un nostro amico di famiglia a Trepitò, una località montana vicino a Molochio (RC) e al famoso centro di recupero dei tossicodipendenti di Zervò, che visiteremo nello stesso giorno.
Arrivati a Trepitò, entriamo nella villetta di montagna del nostro amico, che ci saluta e ci mostra quello che si trova nell'esterno della stessa: le braci per cucinarsi la carne, la lampadina per illuminare la zona quando si mangia fuori la sera, ed il terreno che la circonda, da dove ci si può partire alla ricerca di funghi ed asparagi (nei periodi buoni per trovarli, ovviamente
); dopo aver visto un pò la zona, rientriamo nel terreno della villetta (o meglio casetta, capirete dopo il perché) e ci accomodiamo vicino ad un tavolino, bevendo chi grappa fatta in casa chi té chi altre bevande. Lasciamo il mio zio/compare dall'amico e ci avviamo verso Zervò, dove entriamo nella comunità di recupero (o meglio nello zoo da loro gestito, dato che nelle comunità di recupero da soli non ti fanno entrare) e vediamo gli animali che sono ospiti (o meglio rinchiusi
) lì; si pasa dal pavone ai piccioni king, dalle capre ai cani, passando per gli asini depressi, i cammelli con le gobbe sgonfie ed i cavalli esauriti con gli occhi rossi
. A questa vista mi sono augurato al più presto che chiuda questo zoo, perché portare gli animali alla depressione per soddisfare i capricci di bambini e grandi è un qualcosa di veramente insensato
. Finito il giro (ed aver deluso la cuginetta piccola, che voleva andare a cavallo ma c'era una fila che durava per ore e non l'abbiamo accontentata), torniamo a prendere lo zio lasciato a Trepitò, che nel frattempo è andato a farsi un giro con l'amico di famiglia fra i boschi. Recuperato lo zio/compare (e l'altro zio con la cuginetta grande, che erano andati a cercarli), ci congediamo entrando in casa e salutando coloro che vi sono dentro (due sorelle dell'amico di famiglia e la loro madre); prima avevo avuto modo di visitare la casetta, composta da un cucinino con forno, una saletta da pranzo con camino, un bagno abbastanza comodo per essere casa di montagna e 2 stanzette con letti a castello, cosa che a mio giudizio, legata alla modesta somma per comprarne una (trentamila euro) la rendeva veramente appetibile per una settimana in totale relax
. Salutati tutti, ci fermiamo a comprare un gelato alla cuginetta piccola, che si era rotta di stare in un posto che non le piaceva, e ci fermiamo ad ammirare la vista del Belvedere, che permette di ammirare tutta la Piana di Gioia Tauro (ed anche gli incendi che stanno devastando la nostra zona
); terminata questa pausa, si sale in macchina e si riprende il viaggio verso casa, cercando di riscaldarci un pò, dato che in quelle zone c'era così freddo da dover usare le giacche.
Missà che come posso me la compro una casetta a Trepitò, sempre che ce ne siano ancora in vendita...
Fra sabato 18 e domenica 19 agosto 2007 sono andato a Taurianova (RC) per andare a vedere gli eventi che hanno caratterizzato la Notte Bianca locale; essa non è stato tutto questo ambaradan che credessi, ma certamente è un buon inizio per poter proseguire sulla strada di un'alternativa alle solite feste della Madonna e similari.
Iniziamo ad uscire verso le 22 e 30, trovando subito delle bancarelle che vendevano gli oggetti più disparati, e ci avviciniamo a Piazza Italia, dove c'era un concerto (che noi bellantemente ignoriamo); nel frattempo, ci si ferma a salutare una zia di mia madre, che cerca di giocare col mio cuginetto di un anno; finito il gioco, ci si dirige verso Piazza Macrì, e nel frattempo, si incontrano altri amici a cui stringere la mano. Arrivati in piazza, si fa un giro per i vicoli e dopo si torna per assistere ad uno spettacolo di un artista di strada, che fra bolle di sapone, palloncini mal legati che volano di proposito ed uno spettacolo ridotto col fuoco (che viene però mangiato dall'artista di strada come fosse una caramella) ha divertito, entusiasmato e sorpreso tutti (tranne una bambina, dalle chiare ideologie destriste e conservatrici,
che lo ha definito "tutto scemo" perché scherzosamente chiedeva 5 euro per un palloncino); nel frattempo, però ci siamo persi i fuochi d'artificio, ma chi se ne importa.
Ci rifacciamo con le majorettes, che attraversano la città con il tipico entusiasmo di un calabrese al lavoro
(muso lungo, corpo floscio che si trascina da solo per l'apatia, ed un'apparente voglia di vivere pari a zero); noi, non avendo altro da fare, seguiamo loro e la banda, assistendo allo spettacolo fino alla fine, conclusosi in una piazzetta vicino casa di mia nonna (più che altro dormivo e tentavo di vedere se si vedevano le mutandine delle majorettes
). Terminato questo spettacolo, ci facciamo un altro giro delle bancarelle, e ci fermiamo poi a comprare un gelato nella gelateria più famosa della città; gustandoci il nostro cono, ci avviciniamo ad altri due artisti di strada, che poi si esibiscono giocando con birilli, palline, palloncini ingoiati interi (o almeno volevano farlo credere, tanto si sapeva che lo avevano slegato prima di ingoiarlo), acrobazie col fuoco e mascotte che non parlano e vengono "uccise"; questi due, nel mentre dello spettacolo, sono stati scherniti a più non posso, e provocati da ragazzini rompiballe che giene dicevano di tutti i colori (in puro stile calabrese, of course!
), ma loro hanno resistito e li hanno ignorati alla grande, con la tipica nonchalance di due che abitano a Roma Nord (sguardo brutto e si continua)
. Finito lo spettacolo dei giocolieri, stanchi ma contenti, torniamo a casa di mia nonna, e ci addormentiamo sfiniti.
Chissà se riuscirò mai ad assistere ad altre notti bianche... 
Mi presento.
dj GCE, un technomalato di Gioia Tauro (Rc) pronto a parlarvi di tutto un pò! 
A presto!